Monta un casino col tuo personal brand

Il Personal Brand significa una sola cosa: collegare l’attività alla tua persona invece che a un concetto aziendale astratto. Ci metti nome, faccia e carattere.

Questo è molto utile per un autore letterario (lo è per quasi tutte le attività, a parte servizi e software).

Nel migliore dei mondi possibili il tuo nome viene associato a uno stile definito. Col tempo la gente saprà cosa aspettarsi da te e ti garantirà fiducia. In un dato momento storico, nessuno parlava più di Apple, ma di Steve Jobs!

In ogni caso il personal brand incrementa discretamente il traffico ai tuoi siti e la lettura delle tue opere.

L’articolo che segue ti spiega come creare in pochissimo tempo un brand personale.

Chi sei? Il nucleo del brand

Individua chi sei. Sembra facile, ma non lo è. Devi stabilire quali siano le caratteristiche che ti contraddistinguono in modo da capire su quali punti di forza premere l’acceleratore. Non importa che siano meravigliosi assoluti, la pura verità ti è molto più utile.

Ti può bastare rispondere a questo breve questionario:

  1. A chi mi rivolgo davvero? Uomini, donne, scrittori in genere, professionisti, esordienti…
  2. Che tono uso? Professionale, empatico, creativo, formale…
  3. Di cosa mi piace scrivere? In realtà: di cosa sto scrivendo tanto e bene? Tecnica, web, storie, stile, psicologia…
  4. C’è una qualità che sto mettendo in campo più di altre? Competenza, sensibilità, carisma, intuito, simpatia, studi accademici…
  5. Quale valore sto promuovendo? Innovazione, successo, conoscenza, etica, collaborazione…

Non cercare la “profilazione” più accattivante, ad esempio credendo che essere moderno porti più utenti. Magari non sei moderno :).

Se non sei in grado di identificarti, proponi quel questionario a qualcuno che ti segue da vicino, e accetta il responso.

Io non credevo che sarei stato paragonato a una sorta di Neil Patel “pazzoide” del self publishing… e invece pare sia così!

Sapere chi sei ti orienta in tutte le scelte successive.

Breve dibattito: non devi essere diverso da chi sei, sperando di attirare più persone. Devi piacere di più a chi stai già piacendo. Devi essere te stesso al 100%!

Ti offro in regalo una chicca (non mia) che sembra riguardare un campo slegato, ma non lo è. “Non diventare l’uomo dei sogni di una donna, diventa l’uomo dei TUOI sogni, la cosa giusta arriva per conseguenza”. Chiaramente vale anche a genere inverso.

Non devi considerare il prossimo come un problema cui confrontarti (in senso aggressivo ma anche in senso passivo), se segui la tendenza scomparirai e tutti i tuoi talenti saranno sprecati.

Esprimi invece da subito il tuo magnetismo (che ti può derivare dall’intelletto, dal carattere, dalla sicurezza congenita, dall’empatia o da chissà cosa) nel modo più puro che ti è concesso: per conseguenza giunge la forma polare opposta più adeguata. Non di più, ma certo non di meno.

Lo stesso vale per il personal brand. Non puoi immaginare di piacere a tutti, ma devi sforzarti di piacere al 100% a chi può farlo. In questo senso un progetto di espansione non significa diventare migliori di quel che si è, ma proporsi con sincerità e a più persone.

Se sei il nonno simpatico e tradizionalista, fanne una bandiera! Dichiaralo e imposta il tuo brand su quello. Magari non mi avrai mai fra i tuoi seguaci, ma gli altri nonni tradizionalisti saranno contentissimi di leggerti, condividere, comprare e parlare di te al mondo.

Se ti inventi una lingua che non ti appartiene, non solo non emergi nella confusione, ma papale papale non si capirà un accidente di quel che dici.

Il tuo personal brand finito prima di stasera

Immagino tu voglia una guida punto per punto. E chi sono io per negartela?

Cartella sul desktop

Crea una cartella sul desktop chiamata “personal brand”. Qui ci andranno tutti i materiali che andrai creando. Fidati: riunirli in un solo posto ti servirà tantissimo.

Portfolio Fotografico

  1. Scegli una foto profilo in primo piano dove si vedano occhi, bocca e spalle, ma non le mani. Se puoi, sorridi. NO bocca a papero, NO nudità, NO sfondo con la spiaggia, NO effetti speciali. La foto dovrebbe esprimere apertura, non sex appeal.bestprofile
  2. Iscriviti a Gravatar e usa questa foto come immagine del tuo account.
  3. Usa la stessa foto per il tuo account Gmail.
  4. Usa la stessa foto per l’account Facebook e Twitter.
  5. Ricorda di aggiungere altre foto profilo con espressioni diverse mano a mano che le fai. Non sono strettamente necessarie all’inizio, ma le puoi usare ad esempio nei quote che fai di te stesso e a corredo di certi articoli. Ad esempio una smorfia che userai quando fai un commento davvero acido, e un’espressione furba da usare per dei quote intelligenti da pinnare.

    Seth Godin usa diverse foto espressive quando si autocita!
    Seth Godin usa diverse foto espressive quando si autocita!
  6. Potresti aver bisogno di almeno altre due foto: una dalla cintola in su, sempre con lo stesso spirito di pulizia e professionalità, ed un’altra a figura intera in uno scenario che si possa riferire alla tua produzione. Se scrivi fantasy in una strada nel bosco, se scrivi romance in un gazebo fiorito, se scrivi horror in una fabbrica abbandonata. Ecco Stephen King che si fa riconoscere per quello che è:

    (Foto: Panorama.it)
    (Foto: Panorama.it)
  7. Hai bisogno di un fotografo professionista? Si e no. Si perché il fotografo sa come si lavora e come valorizzare certe cose, no perché ti costa una cifra ragguardevole. Puoi ammortizzare i costi se dialoghi col fotografo e scatti questo assieme di foto in una sessione sola (profilo, espressioni, piano americano, scenario), oppure chiedere a un amico un minimo esperto di farti il favore di una vita.

Scrivi diverse biografie

  1. Nella maggioranza dei siti in cui ti iscrivi e nel tuo stesso blog dovrai scrivere più volte chi sei.
  2. Comincia con una biografia minima in 140 caratteri. Per facilitarti il compito, individua delle parole chiave. Potresti usare Twitter bio generator per avere un’idea di breve bio convincente (almeno nel lessico).
  3. Scrivi una biografia media di 300 caratteri, sviluppando i punti di forza che hai individuato.
  4. Scrivi una biografia approfondita di 1000 caratteri. Dovresti mettere in luce cosa fai, lo spirito in cui lo affronti, a chi ti rivolgi e/o un assieme di traguardi qualificanti.
  5. Salva queste biografie in un file di testo nella cartella Personal Brand. Tirale fuori quando ti è richiesto di scrivere chi sei, modificando il contenuto se serve secondo il luogo in cui apparirà.
  6. Questo eccellente articolo di byRegina illustra come creare una breve “brand statement”, cioè una biografia dichiarativa. Buttaci un’occhio (e butta un occhio al suo volume PDF gratuito per gli iscritti, l’ho trovato incredibile!)2015-11-22 17_27_45-by Regina [for infopreneurs + independents]

Crea un logo personalizzato

  1. Con un’applicazione grafica VETTORIALE (come Inkscape) crea un logo che contenga il tuo nome.
  2. Salvalo in formato vettoriale (.svg oppure . ai) col nome “brandlogo” nella cartella Personal Brand. Creandolo in vettoriale puoi ridimensionarlo senza perdita di qualità. Quindi esportarlo volta volta in formato .png.
  3. Crea subito due versioni del logo: una chiara per sfondi scuri e una nera per sfondi chiari (es: “brandlogo_white.svg” e “brandlogo_black.svg”).Selection_190
  4. Il logo deve essere semplice. Può bastare il tuo nome entro un riquadro. Oppure il tuo nome accanto a un’icona semplice. Cerca un font in linea con la tua tematica principale. Ne trovi di accattivanti da usare liberamente su FontSquirrel e anche su Google Fonts. Cerca un font adeguato a cosa fai. Moderno se scrivi fantascienza, curvilineo se scrivi romance e via così. Deve essere leggibile anche se scalato a piccole dimensioni.
  5. Crea, se lo ritieni opportuno, una versione con aree colorate del logo, che potrai applicare dove possibile. Ricorda però che un logo a colori costa ad essere stampato, e comunque bianco o nero puri sono più efficaci.
  6. Se e quando lo farai, il logo comparirà anche nel mediakit.
  7. Esistono molti servizi “gratuiti” sul web che promettono di creare un logo, in realtà si paga per poterlo scaricare, il mio consiglio resta quello di impratichirsi un poco e fare da soli. E’ un talento che torna utile anche in seguito.quicklogo

Collegare il tuo blog al personal brand

  1. Crea un widget di testo da apporre nella sidebar. In questo widget inserisci la tua immagine profilo e la biografia breve.
  2. Crea un box Autore che dovrebbe comparire in fondo ai tuoi articoli. In genere basta andare sul tuo nome account wordpress in alto a destra, “Modifica il tuo profilo” e quindi scrivere qualcosa nel box “Informazioni biografiche”. Potrebbe funzionare la tua biografia media (200/300 battute). Se il tema non consente i Box Autore puoi scrivere un box in HTML da copiare e incollare ogni volta (salvalo nella cartella Personal Brand come “bio_box_articoli.txt”).
  3. Applica il logo nel banner o testata del blog.
  4. Applica il logo anche nel footer del blog.
  5. Ricorda di applicare questo logo su tutte le immagini che vuoi far pinnare su Pinterest, come le infografiche. Non ce n’è bisogno per le immagini in evidenza.
  6. Scrivi una pagina CHI SONO accattivante.
  7. Come spiegato nelle indicazioni del Portfolio, puoi “farcire” i tuoi articoli con foto tue e quotes che ti rappresentano, rafforzando così la tua immagine.
  8. Nulla potenzia di più la percezione del tuo brand personale che non scrivere articoli con uno stile tuo proprio!

La pagina HOME

  1. Se hai studiato la pagina HOME del tuo sito come promozione di un’opera o per catturare indirizzi mail (dovresti), prima della conclusione inserisci un box.
  2. In questo box, titolato “L’Autore”, poni una tua foto in piano americano, dalla cintola in su. Il testo a corredo è quello della biografia media. Se lo desideri adattalo un poco, ma non dovrebbe essere necessario.
  3. Inserisci al termine un link “Per saperne di più” che rimanda alla tua pagina CHI SONO.

Oltre il tuo blog: Social, Guest e commenti

  1. Per far notare meglio il tuo brand, usa i social, postando spesso notifiche dei tuoi articoli anche passati.
  2. Crea un banner in tema da usare per Twitter, Facebook e gli altri social. Ne basta uno, modificato volta volta.
  3. Partecipa per quanto ti è possibile agli hashtag collettivi e ai gruppi su Facebook. Sempre centellinando e selezionando in base al tempo che hai a disposizione.
  4. Fai Guest Blogging. Scrivere per tanti blog diffonde il tuo nome, proponendolo a quegli utenti che ancora non ti conoscono. Dovresti selezionare blog molto frequentati, leggi le norme e se non ci sono proponiti lo stesso (vedi più avanti il Mediakit, potrebbe essere un approccio interessante).
  5. Allo stesso modo, commenta con costanza nei blog altrui. Commenti BREVI e pertinenti, con buoni contenuti, daranno ai frequentatori di quel blog una ragione per cliccare sul tuo nome.

Il diario mensile (opzionale, ma gradito)

  1. Stabilisci un giorno del mese: il primo lunedì, ad esempio, o l’ultimo venerdì.
  2. Scrivi un post numerato (ad esempio “Diario della scrittrice #1. Gennaio.”). In questo post ti lasci andare alla tua vita privata, ai tuoi affanni, alle cose intime che vorrai condividere.
  3. Potresti valutare di farlo una volta ogni 15 giorni, ma avresti meno materiale di cui argomentare ed è preferibile che il blog sia dedicato ai contenuti ad uso tecnico. Questi post sono diretti ai seguaci già presenti, i quali avvertiranno una maggiore empatia. Se questi articoli sono ben scritti è probabile che qualcuno, per seguire il tuo percorso, si legga anche i precedenti!
  4. Non è necessario ed anzi è sgradito strombazzare questi articoli sui social network.

Il canale YouTube (opzionale)

  1. Non sei costretto a farlo, ma per ottenere “visibilità” puoi decidere di aprire un canale dove parli in prima persona.
  2. Nel canale puoi inserire diversi tipi di contenuto a tua scelta: lettura di brani, spiegazioni tecniche o il tuo vlog (diario personale in video).
  3. Occhio che implica uno sforzo di risorse e tecnica non indifferente, pari allo stesso sforzo che impieghi per i tuoi articoli. Quindi, se fai le cose a metà, otterrai metà di un successo, che a casa mia si chiama fallimento.
  4. Ovvio che collegherai i due ambiti: il tuo ultimo video nella sidebar del blog, e vari link nel canale che dirottino alle tue pagine.

Mediakit (il documento di contatto)

  1. Il mediakit si mette in allegato alle mail quando ci si propone come guest blogger, relatori o per la pubblicità (affiliazione o banner). Non è molto usato in Italia, ma appunto per questo risulta interessante.
  2. E’ un foglio in PDF curato graficamente che non sostituisce la mail di contatto, ma si invia come allegato, quasi un “biglietto da visita”.

    FB-Media-Kit-Final-3
    Katy Widrick è una blogger esperta in mediakit. Raccoglie i migliori esempi dal web. http://katywidrick.com/best-blogger-media-kits/
  3. Inserisci una foto in piano americano, a lato un trafiletto che spiega le tue competenze tecniche.
  4. La sezione successiva illustra dati del blog: traffico medio, utenti in mailing list e cifre interessanti.
  5. E’ aggiunta una sezione di referenze esterne, ovvero loghi di siti in cui si ha avuto parola o di eventi cui siamo stati parte attiva.
  6. Conclude con tutti i recapiti possibili.
  7. Viene salvato nella cartella Personal Brand proprio perché ne segue gli aggiornamenti.

Fluidità del personal brand: sono necessari aggiornamenti

Non mi sento in grado di fornire una scadenza certa, si va molto per istinto. Di quando in quando si entra nella cartella Personal Brand e si guarda se è possibile migliorare i contenuti.

Il Personal Brand è infatti dinamico e va a crescere e cambiare con le nostre esperienze.

Si può ad esempio studiare una microbio più performante e cambiarla poi su Twitter e nel blog. Riscrivere la bio_retailer e cambiarla dove è stata apposta. Introdurre nuove foto per arricchire le possibilità di immagine. Aggiornare il mediakit con cifre più attuali.

TUTTAVIA è chiaro: se una cosa va, non la si cambia. Il rischio è quello di ingenerare un senso di discontinuità, se ad esempio il nostro logo o foto cambiano ogni mese.

Posso offrire una regola: si cambia un elemento del personal brand soltanto se si è sicuri al 100% che la nuova versione sia più performante.

La pagina CHI SONO: tre metodi infallibili per scriverla al meglio

La pagina CHI SONO di un blog è maledettamente importante. Sta sempre là, viene visitata dai curiosi, mentre gli articoli passano e se ne vanno. Se stai compilando un’ottima serie di contenuti, la gente andrà a vedere chi sei!

Non ci credi? A parte le mie personali statistiche (la mia pagina CHI SONO è visitata perfino più della HOME), ecco un dato incontrovertibile.

2015-11-22 17_18_53-Learn more about Neil Patel
…senza contare che è pieno di backlink rilevanti!

Ho dovuto usare l’analisi della pagina ABOUT di Neil Patel perché a scorrere tutto ci mettevo due giorni. Esatto, la sua pagina About ha più di tremila commenti!

“Ma davvero qualcuno legge la pagina Chi sono?”

E’ la domanda ironica che tanti pongono. Poi vai a vedere e non hanno scritto una pagina utile, ma una pagina creativa. Come se, dato un muro, invece di affiggere un volantino ci disegnassero sopra scarabocchi.

La pagina CHI SONO non viene letta, viene consultata. Per questo se la scrivi in modo sbagliato farà schifo e nessuno si fermerà.

Vediamo dunque tre esempi di Pagina CHI SONO di cui andare orgogliosi e che sono utili al resto della produzione.

1: Fotoromanza

2015-11-22 17_02_30-About The Author- Variety by Vashti

Esempio: Variety by Vashti

Si tratta semplicemente di un racconto per immagini, inframezzate da brevi paragrafi di testo. Vedo sempre che comincia con il luogo di lavoro, per continuare con foto dei momenti più importanti della vita di quella persona. Non è l’abum delle foto personali, cioè non si mettono quelle della comunione e della festa del Liceo… La storia per foto racconta un progresso, un “prima e dopo” attraverso traguardi ed eventi topici (un trasloco, una premiazione, la casa dei sogni finalmente comprata).

E’ piuttosto facile da fare, ma ha il difetto che funziona molto bene solo con una categoria specifica di clientela (ad esempio wellness e scrittura romance), non mi sento di consigliarla a un tecnico del web!

2: Storytelling

2015-11-22 17_07_25-Learn more about Neil Patel

Esempio: Neil Patel

E’ molto efficace se si ha chiaro il tipo di utenza alla quale si fa riferimento.

Neil Patel si rivolge ad altri content marketer come lui, quindi ha chiaro quali sono le loro storie di vita e problematiche principali.

In inglese questo tipo di storia si chiama “from zero to hero”, in italiano qualcosa come “dalle stalle alle stelle”. Vale a dire il lungo racconto di come, da sfigati assoluti, si è giunti al livello attuale attraverso mille difficoltà. E’ molto probabile che gli utenti siano al livello “zero” (stalla) e leggendo questa storia di successo si possano immedesimare, sognando un medesimo percorso.

Tutto qui, davvero. No foto, no inserti, solo una storia appassionante sin dall’incipit. Studiata per fare empatia con il tipico utente di transito.

In questo caso la lunghezza pare avere un buon riscontro, cioè più scrivi meglio è, e se la storia fluisce e le parti sono ben collegate, il lettore se la sorbisce tutta ritrovando sè stesso ad ogni paragrafo.

Questo è molto diverso dalle pagine CHI SONO in cui ci si racconta sperando di impressionare qualcuno facendo i misteriosi!

3: Guida all’acquisto

2015-11-22 17_13_03-About Jeff Goins, Writer
Dalla prima curiosità alle altre, più profonde, in sviluppo verticale.

Esempio: Jeff Goins

Questa è la pagina CHI SONO che mi piace di più in senso assoluto. La pagina viene studiata come un percorso in verticale, da una prima curiosità soddisfatta ad altre più profonde, con diverse call to action nel mezzo.

Vediamo come è costruito un simile modello di pagina.

  • Titolo: il titolo è una promessa. Ad esempio: “Qui impari come si scrive”.
  • Introduzione: un breve (dio mio per carità: BREVE) paragrafo in cui, qualificandoti, mantieni indirettamente quella promessa. Ad esempio: “Mi chiamo Gaspare Burgio, sono nato in Transilvania e da oltre 15 anni tengo corsi di scrittura sul web. Insegno a chi lo desidera come scrivere in uno stile creativo e moderno.”
  • Foto: deve essere presente una foto in stile simile a quella usata per il profilo (quindi primo piano sorridente).
  • Testimonial: puoi inserire un testimonial autorevole che ti qualifichi. Esempio: “I corsi di Gaspare Burgio sono chiari e innovativi. Sono rimasto colpito da quanto si impari in così poco tempo. E’ rivoluzionario!” – Vlad Tepes – Conte. Se non hai referenti illustri chiedi aiuto ad un tuo amico blogger!
  • Referenze: o anche “visto su…”, seguono loghi di siti in cui hanno parlato della tua attività. Agli esordi puoi mettere i loghi dei blog dove sei comparso come ospite.
  • Prodotto: si aggredisce quindi con il prodotto che vogliamo stimolare. Il più delle volte è la semplice iscrizione alla mailing list attraverso una risorsa gratuita. “Puoi ricevere subito la guida gratuita di Gaspare Burgio ’20 Incipit Strappamutande’ e iniziare a scrivere meglio sin da oggi”
  • Il blog: Comincia qui un diversa sezione. Se il lettore non se ne’è andato o non ha agito, ha di certo qualche dubbio o curiosità ulteriore. Introduciamo il blog con una frase. Esempio: “Il blog in cui ti trovi raccoglie tutte le nuove tecniche di scrittura che sto scoprendo nel mondo.”
  • Categorie: inseriamo un menu che linka alle diverse categorie di articoli. Esempio: “Scrittura: trovi qui consigli di stile – Risorse: un catalogo di strumenti utili – Esperienze: leggi le storie di chi ce l’ha fatta”.
  • Best of: indirizziamo adesso ai quattro, cinque articoli che riteniamo migliori. “Ecco alcuni brani che potresti trovare interessanti”. Se il lettore sarà colpito dalla loro lettura si iscriverà in mailing list attraverso quelli.
  • Profilo completo: da qui in poi comincia una nuova sezione, intitolata magari “Chi è Gaspare Burgio?”. Il lettore è maledettamente curioso su di noi, quindi gli diamo in pasto un elenco di dati curiosi. Ad esempio 5/7 fatti notevoli che ci riguardano. Per quello che so, è bene non dilungarsi e offrire semplici dati riguardanti la propria biografia sia cose incredibili. Fobie, record, o qualcosa che “non ho mai fatto” :).
  • Quote: terminiamo la sezione con una nostra foto evocativa e un quote che riassuma in una frase tutto quello che crediamo sull’argomento. Es.: foto sulla cima del molo. “Scrivere non è un sogno, è tradurre la vita” – Gaspare Burgio.
  • Conclusione: il lettore giunto fino qui è in nostre mani. Riproponiamo il form di iscrizione in modo differente, cioè come mezzo per seguire noi, personaggi strepitosi. Va messa in tono impersonale e diretto. “Per seguire da vicino l’avventura di Gaspare Burgio e ricevere risorse in esclusiva, iscriviti alla newsletter”.
  • Post Scriptum: da non dimenticare il post scriptum. Qui puoi far notare un “segreto” e il lettore avvertirà una sorta di confidenza nei suoi confronti. Ad esempio: “PS: sai che ho scritto un manuale sulla scrittura che ha creato gli ultimi 5 bestseller italiani? Ecco dove trovarla!” + link. Alcuni esagerano e mettono anche i PPS! “PPS: il manuale sulla scrittura ha un prezzo ridotto per i lettori di questo blog, quindi clicca il link di sopra per accedere a un’offerta esclusiva!”. Se non hai nulla da proporre, potresti far scaricare un pdf gratuito o far sapere che hai una pagina Facebook con contenuti extra, o che amministri un Gruppo per scrittori.
2015-11-22 17_12_44-About Jeff Goins, Writer
…altre sezioni che approfondiscono. Notare che “Chi è questo tizio” sta dopo le referenze, che sono una curiosità più superficiale.

Qualcuno potrebbe dire: ma è roba da markettari! La mia risposta è qui sotto, scritta in bianco. Evidenziatela col puntatore solo se tollerate le parolacce.

Mi avete stracciato le palle con questa critica sui markettari, per poi mettere in vendita sul vostro blog “Le 22 immutabili leggi del blogging”. Che è la stessa cosa. Anzi, è peggio: perché almeno un infomarketer ti dice cosa vende da subito. Parlare per anni di narrativa per attirare gente, e invece di pubblicare anche un solo raccontino darsi alla manualistica è immorale, dal mio punto di vista. Se non è markettare quello non so cosa lo sia.

Fine dello sfogo.

Dal virtuale al reale: il tuo brand sulle strade

Forse hai già compiuto le operazioni precedenti, o magari hai in testa idee vulcaniche.

E’ possibile che tu voglia far emergere il tuo brand dalla nicchia virtuale al mondo tridimensionale. Non so darti statistiche certe, perché pochissimi autori indie lo fanno (e nessuno che io conosca, in Italia). Puoi comunque tentare. Ricorda però che queste cose hanno un costo e se spendi più di quanto guadagni hai solo foraggiato il mercato come farebbe qualunque cliente. Il guadagno potrebbe essere quantificato nell’incremento del traffico e iscritti in mailing list: servono però del tempo per verificare questi incrementi, e grossi volumi per fare statistica.

  1. Biglietti da visita: 100 biglietti da visita standard costano sui 5 euro. Applica il logo e gli indirizzi web di riferimento. Lasciali in punti strategici e consegnali ai nuovi contatti che ti procuri.
  2. Volantini: puoi applicare volantini da qualche parte o consegnarli. Costano abbastanza (10 euro venti volantini a colori di buona qualità) e non ti consiglio benché lo abbia visto fare di affiggerli illegalmente in luoghi ad alto traffico come i sottopassi delle stazioni ferroviarie. Puoi chiedere l’affissione o la distribuzione nei caffè con libro, per esempio.
  3. Adesivi con codice QR: puoi creare degli adesivi da affiggere in luoghi ad alta visibilità, con dei codici QR statici che rimandino alla pagina che preferisci.
  4. Gadgets sul sito: esistono servizi che ti consentono di vendere magliette e tazze dal tuo sito, prendendo una percentuale per la fabbricazione. Può essere una soluzione interessante, ma occhio a non esagerare con il merchandising, a qualcuno può risultare fastidioso.

Conclusione

Questa analisi pratica non esaurisce in termini accademici tutto quello che devi sapere su un brand personale, ma è di sicuro il modo migliore per iniziare subito a costruire qualcosa.

Avete risorse interessanti da proporre? Esperienze da condividere? Voglio perfezionare questo articolo quanto più possibile col contributo di tutti!

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2 pensieri riguardo “Monta un casino col tuo personal brand

  1. I tuoi consigli sono, come sempre, molto utili. Credo di aver credo un brand involontariamente, perché ormai ho un pubblico che sembra apprezzare i miei post… Però non appaio molto professionale e di questo sono consapevole.
    Sto litigando con la grafica del mio blog per renderla un po’ migliore, anche se so che non sarà mai professionale perché da sola non sono in grado. Ho in mente da tempo di aggiornare la pagina “Chi sono” ma ci sono sempre post più urgenti da scrivere. L’unica cosa che ho azzeccato pare sia la foto sorridente su sfondo chiaro, ma anche quella è parecchio amatoriale e si vede…

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    1. Secondo me sei avantissima rispetto a tanti (la foto è bellissimissima!). La tua persona è ben riconoscibile. I lettori ti apprezzano perché scrivi begli articoli con informazioni utili, e su temi che interessano sia la tua utenza tipo che navigatori curiosi.

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