Scrivere meglio con il tuo cervello destro

Ne sono sicuro: avrai letto dozzine di articoli su come scrivere meglio e manuali per compilare romanzi.

E se io ti fornissi lo strumento principe per scrivere bene, fine qui e non devi leggere altro?

Benvenuto nel mondo del dualismo emisferico cerebrale, il segreto che divide gli scarsi dai grandi. Non è complicato, ma te lo spiego nel dettaglio.

Una volta capito di cosa si tratta è facilissimo da applicare e il tuo modo di scrivere, come è stato per me, avrà un’impennata di qualità inverosimile.

Vediamo come.

Hai due cervelli, lo sapevi?

Possediamo due emisferi cerebrali e per quanto alcune funzioni si sovrappongano (e in caso di lesione, si spostino) ciascuno è preposto a determinati modi di ricordare ed esprimersi.

Se leggiamo molti esordienti, ci accorgiamo che il loro metodo di lavoro è principalmente visuale.

Visualizzano una scena e quindi trascrivono quella scena.

Fanno cioè impiego del CERVELLO SINISTRO. Che usa la memoria visuale.

Partire dal cervello sinistro come motore principale della narrazione porta a tutta una serie di errori che conosciamo. Infodump, inversione dei tempi, mancanza di chiarezza, scrittura poco pregnante.

Per scrivere alla grande bisogna invece attingere al CERVELLO DESTRO. Che usa la memoria cinestetica.

Basta questo cambio di prospettiva per migliorare lo stile da un istante all’altro!

Cosa sono i due cervelli

brainscheme

Il lato sinistro del cervello registra i dati e li mette in scale di valori. Crea degli stereotipi molto semplici e stabilisce i colori, la forma, se una cosa è più utile di un’altra, più grande di un’altra, in che posizione dello spazio si trova, se è pericolosa e quanto lo è. E’ il guardiano che ti protegge dai pericoli.

Il lato destro del cervello invece si basa sulle emozioni che stai vivendo in quel momento e memorizza le sensazioni e gli elementi che le provocano. E’ la guida verso i luoghi e le circostanze di piacere.

I due cervelli “ricordano” e quindi “creano” in modo molto diverso.

Il cervello sinistro cerca di essere il più preciso e puntuale che può, partendo dall’elemento più importante e poi costruendo gli elementi accessori in scale di valori relativi. Colori, posizioni, dimensioni, valori, stati d’essere precisi.

Il cervello destro invece ha uno scopo, quando comunica: far vivere agli altri la stessa serie di emozioni che prova o ha provato. Non è strettamente interessato alla precisione della scena che esplica, ma quanto questa possa far scaturire una determinata emozione. Utilizza gli elementi che l’hanno provocata in lui per innescarla negli altri.

Uso del cervello sinistro ed errori che comporta

Se crei “visualizzando le scene” proprio come fossero luoghi teatrali o set cinematografici attivi il cervello sinistro.

Questo in narrativa genera diversi problemi.

A: Tralasciare dettagli

La memoria visuale tipica del cervello sinistro usa degli stereotipi, delle immagini simbolo in uno scenario vuoto. Pertanto si focalizza su questi tre/quattro elementi ignorando il resto e creando “mondi sterili”. Questo impoverisce moltissimo l’allestimento delle trame e dei fatti.

B: Inversione causa-conseguenza

La mente sinistra si focalizza subito sull’elemento col valore che ritiene più importante, e poi nel caso lo spiega. Ad esempio: “Mario sterzò di colpo, rovesciando il caffè che teneva sul cruscotto, perché stava per impattare una macchina a luci spente ferma nella sua corsia di marcia”. Che confusione!

Prima va la causa e poi ovviamente la conseguenza. “Di colpo si profilò una massa scura nella corsia di marcia. Marco sterzò per evitare l’impatto. A causa della manovra repentina, il caffè poggiato sul cruscotto andò rovesciato”. Ora tutto quadra!

C: Compensare con gli assoluti

Siccome la mente sinistra non può visualizzare il 100% dei dettagli e agisce in un mondo sterile, per completare usa degli assoluti vaghi. Tutto/nulla, sempre/mai. Che sono noiosissimi. Soprattutto se abusati.

D: Abuso dei soggetti e dei possessivi

Dovendo specificare con assoluta precisione gli elementi in causa, la mente sinistra continua a dire chi è chi e ad attribuire la proprietà degli oggetti. Questo è ridondante.

“Io mi alzai dal letto e chiesi a Claudia il mio telefono. Lei mi disse: – Tu non puoi trattarmi così. Io le risposi con nervosismo.”. Che orrore! La mente sinistra deve specificare di chi è il telefono e chi si è alzato, e chi ha detto chi a cosa… ma fa schifo.

“Mi alzai dal letto e domandai a Claudia dove fosse il telefono. -Non puoi trattarmi così!-, replicò. Le risposi con eccessivo nervosismo.” è invece una frase corretta.

E: I colori

Ovviamente, dovendo creare una fotografia, la mente sinistra abusa di dettagli pressoché antinarrativi: uno di questi è il colore di certi elementi. Nel suo mondo sterile, un singolo colore potrebbe avere significato in quanto “dato notevole” rispetto al nulla, ma in ottica narrativa è una mostruosità: il colore non viene affatto “veduto” dal lettore. Chi legge o ascolta non è in grado di creare colori assoluti nella sua mente. Se dici lui che l’abito era rosso, non vede un abito rosso, registra questo come un dato che forse significherà qualcosa per la trama. Se non significa nulla lo hai distratto.

La mente sinistra lo infila perché in quel momento riempie la scena con un elemento pescato chissà dove nella sua memoria visuale.

F: Aggettivazione preventiva ed eccessiva

La mente sinistra attribuisce subito etichette di valore per le cose, quindi può benissimo accontentarsi di dire che una donna è bellissima senza mai spiegare il perché lo sia. Non può lasciare che sia il lettore a determinarlo per suo conto, c’è il terribile rischio di un equivoco, e in questo modo abusa degli aggettivi per essere più precisa che può (=pessima narrazione). La donna aveva dei bei capelli, il luogo era terribile, la circostanza era fosca, il giovane era coraggioso. Tutto questo, e prima ancora che si sappia il perché.

G: Infodump

Secondo te quale parte del cervello ha questa voglia impellente di far conoscere tutti i dettagli per filo e per segno, in modo che non esista il pericolo di un fraintendimento? Ci siamo capiti.

Stupefatto, vero?

Quelli appena visti sono infatti gli errori che vengono continuamente citati in qualunque guida o articolo sullo stile. Ora sai da dove vengono!

Attivare il cervello destro: scrivere in funzione dell’emozione altrui

Tutti attiviamo il cervello destro di quando in quando e lo facciamo anche nelle narrazioni. Ad esempio se vogliamo far ridere qualcuno utilizziamo dei “trucchi” rivolti a tal fine. O quando ci godiamo la sensazione di una doccia calda. O baciamo con passione.

Quando scrivi puoi attivare il cervello destro in diversi modi. Il più efficace e semplice è smettere di visualizzare le scene e cominciare a visualizzare… il lettore!

Prova. Immagina il tuo lettore che ride, piange, si arrabbia, cammina per strada facendo ipotesi, consiglia il libro, si spaventa, è disgustato, salta il pranzo per seguire la vicenda.

Quando scrivi per avere un risultato di questo tipo, immaginando per empatia le reazioni del lettore, attivi sempre il cervello destro.

Oltrepassi il conflitto fra il tuo cervello sinistro e le immagini che crea, un argomento che riguarderebbe unicamente te stesso. La parola scritta diventa soltanto un tramite fra i due elementi più importanti dell’equazione: tu e il lettore.

Scrivere col cervello destro significa: buttarsi e accettare il rischio

Il cervello sinistro è il nostro guardiano: anticipa tutti i possibili pericoli perché non avvenga alcunché di negativo. Spesso però esagera, stabilendo dubbi eccessivi. Uno di questi dubbi è “quel che scrivo non è abbastanza preciso = devo visualizzare le scene ancora meglio”. Così non ne esci mai.

“Non tentare di colpire, colpiscimi!”, dice Morpheus a Neo, in una celeberrima scena di Matrix.

Questa frase significa: “abbandona il conflitto che hai con te stesso riguardo al valore delle cose (cervello sinistro) e rivolgi la tua attenzione ai destinatari delle tue azioni (cervello destro)”.

In senso letterario lo si potrebbe tradurre in “non tentare di scrivere, scrivimi!”.

Solo in seguito arriverà il cervello sinistro, che metterà ordine nella prima stesura.

Risvegliare un cervello addormentato

Nella nostra società di immagine il cervello destro e il suo modo di comunicare sono relegati ad un ambito privatissimo e limitato. Occorre riprendere dimestichezza. Ti offro delle soluzioni, degli “esercizi” che puoi mettere in pratica subito. Inizialmente ci farai attenzione, poi diventerà automatico.

A: scrivi chiedendoti cosa vuoi suscitare

Quale è l’emozione principale che vuoi suscitare in questa scena? Ovviamente non farai un catalogo di fatti, a nessuno frega se il personaggio guarda quello specifico programma TV. Per quanto bene, o “pulp”, tu creda di scrivere.

Se sei focalizzato sull’emozione che il LETTORE deve provare, trovi in te stesso tutti gli elementi che ti servono a provocare quella emozione.

B: evita di anticipare i giudizi, ma fornisci tutti gli elementi affinché si formuli un giudizio

Se scrivi che una giornata è noiosa, hai anticipato un giudizio. Utilizzando il cervello destro, il tuo scopo è suscitare emozione. Quindi metterai in campo gli elementi che faranno pensare al lettore “che giornata noiosa!”.

Se scrivi che un personaggio è maligno, chiudi il fatto. Pessimo affare. Se sei focalizzato nel suscitare qualcosa nel prossimo, allora fai agire quel personaggio in diverse occasioni in modo che sia il lettore ad esclamare “accidenti, ma è un vero bastardo!”, suscitando così un confronto e quindi un’emozione.

C: usa la memoria cinestetica invece che quella visuale

La memoria cinestetica è appannaggio del cervello destro, e si affida al calore, alla ruvidità, al sapore e al movimento degli elementi invece che alla loro forma visuale. E’ il modo col quale esperienziamo i fenomeni… prima che arrivi il cervello sinistro a mettere le cose nel catalogo.

Quindi, quando scrivi di sensazioni tattili, olfattive, gustative e dinamiche, attivi il cervello destro.

D: spiega le procedure

Se immagini la tua narrazione rivolta a qualcuno che non ne sa niente, sei costretto a spiegare i fatti, i luoghi e le procedure,

Se nella tua storia un personaggio compie un’azione complessa, si sposta in un altro luogo, o interagisce con qualcuno, non risolvere nella semplice asserzione della circostanza, ma spiega tutti i passaggi del percorso, dove si svolgono e come si svolgono.

Questa particolare attenzione per il lettore ordinerà il lessico, l’esposizione e ti farà entrare in empatia con lui.

E: crea dialoghi guidati dall’ emozione

Usiamo i dialoghi, il più delle volte, come scambi sterili di informazione. Invece i dialoghi fra i personaggi devono svolgersi fra entità emotive. I personaggi non solo si scambiano dati, ma reagiscono ai dati forniti in quel momento: si rabbuiano, si rallegrano, si chiudono.

Visualizza il lettore che assiste al dialogo. Potrebbe parteggiare per uno, eslcamare “forza, confessa!” oppure “avanti, diglielo!”. Oppure fare empatia per quello che riceve la tragica notizia. Tocca a te suscitare questa reazione!

Talvolta i personaggi non rispondono a parole, e sei hai capito cosa è il cervello destro, usano invece dei gesti (cinestetica!).

Capita anche di fermarsi nello svolgimento di un dialogo, e riflettiamo sulle ipotesi per decidere come affrontare il resto della conversazione. Questo dovrebbe capitare anche ai personaggi. Così il lettore ha il tempo di formulare le sue proprie ipotesi! Un ispettore di polizia, ricevuto un dato, può fermarsi a valutare le differenti conseguenze di una risposta. Accusare o attendere? E in questo manifestare emozione. La sua linea di condotta potrebbe spiazzare il lettore, che per il resto del tempo concorda o si chiede il perché di quel gesto. Molto intrigante dal suo punto di vista, se ci pensi bene!

E ricorda: i personaggi possono mentire, e mentire anche solo perché usano il cervello destro (cioè vogliono uscire da un situazione di disagio).

F: anche personaggi sono cinestetici!

Ti sarai chiesto come fanno alcuni personaggi ad entrare così tanto nell’immaginario collettivo. Sono belli? Sono accuratamente descritti? Portano un certo paio di scarpe? Niente affatto. I personaggi funzionano quando anche loro agiscono secondo cervello destro!

Quando cioè vivono calore, freddo, morbidezza, tristezza, benessere, ruvidità, sapori dolci o amari. Per le emozioni che queste cose suscitano in loro. E lo sforzo che fanno per provocare o comunicare queste sensazioni negli altri personaggi.

Fai mangiare i personaggi, fagli avere caldo o freddo, fai loro cercare la quiete su uno scoglio, falli toccare fra loro. Invece di dire che hanno un dato abito, un dato colore di capelli, o un certo reddito.

Ogni tanto falli SBAGLIARE! Fai seguire loro la cosa più stupida, dettata dall’emozione del momento. E’ ovvio che col cervello sinistro non si sarebbero mai infilati in quella foresta oscura… ma la sensazione può dominarci, cercando il piacere del singolo momento.

Conclusione

Questo argomento meriterebbe un libro a parte, ma sono sicuro che riflettendo sul tema lo stile di scrittura esplode verso vette più alte. E’ molto meglio un singolo argomento che “si fa”, piuttosto che ricordare tutti i diecimila punti che “non si fanno”. E che non spiegano perché non si debbano fare.

Pensate di aver capito? Dovrei spiegare meglio alcuni punti? Fatemelo sapere!

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5 pensieri riguardo “Scrivere meglio con il tuo cervello destro

  1. Direi che ti sei spiegato bene.
    La scrittura è più difficile delle altre arti perché è più “sinistra” di pittura e scultura, per esempio. Le regole grammaticali e la pagina bianca sono limiti che si possono superare solo con la pratica. Quando si è scritto abbastanza da rimanere in carreggiata senza pensarci allora potremo sbizzarrire la fantasia. È un processo simile all’imparare a guidare, dopo tanto esercizio possiamo fare a meno di pensare alla frizione e alla freccia, e se facciamo lo stesso percorso ogni giorno ci capiterà di arrivare a casa e dire “Non mi sono nemmeno accorta di aver guidato”, con un misto di stupore e paura. Io per esempio quando guido ascoltando la musica ho moltissime idee che riguardano la mia scrittura, mi ispira molto.

    Personalmente, ho iniziato a scrivere in inglese poi sono passata all’italiano perché l’emisfero destro è la sede delle emozioni e della madrelingua, mentre le lingue secondarie si trovano nell’emisfero sinistro. La madrelingua ci permette di trasmettere più emozioni, a quanto pare. Non so se sia vero. Di sicuro ho un vocabolario più ampio in italiano, anche se più arrugginito. Mi piacerebbe arrivare a scrivere in entrambe le lingue, in fondo, perché semplificarsi la vita? 😀

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    1. Mi accorgo di numerose differenze espressive, approcciando un concetto in lunga diversa. Ho scritto e partlato francese per venti anni, se provo a narrare in quella lingua ottengo costrutti differenti. Non avevo immaginato di poter approfondire la discussione considerando le lingue secondarie, grazie del contributo, è molto utile!

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  2. Gaspare il tuo articolo è molto interessante e devo riconoscere che quando scrivo mi affido molto più al cervello sinistro, ho imparato a coinvolgere il cervello destro durante la revisione e nel mio continuo divenire sto cercando di farli lavorare insieme. L’unico appunto che posso farti, ma qui più che un libro ci vorrebbe uno studio a parte, è che c’è un terzo cervello, chiamato cervello enterico, che risiede nell’apparato digerente e influisce sul nostro stato d’animo e le nostre reazioni. Quando si dice fare le cose di pancia, insomma bisogna aggiungere all’equazione un po’ di istinto primordiale e inclinazione ai piaceri, non solo della gola.

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    1. Grazie mille Renato, hai aggiunto un frammento importante alla discussione. Cervello enterico, devo studiarci sopra. Anche io credo di sforzarmi all’uso del sinistro quando riedito, sebbene sia difficile per me contenere gli sbuffi creativi. Come va col tuo thriller? Sono in attesa!

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      1. Per fortuna non riusciamo a contenere la creatività 😉
        La revisione del mio nuovo romanzo procede bene, grazie per l’interesse, e con essa sto preparando il prossimo messaggio per i Lettori Sbircianti. Se tutto va liscio, prima di Natale potranno sbirciare gli appunti proprio riguardo al genere del libro.

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