La fantasia è un mondo pericoloso

Qualcuno mi ha chiesto più volte: ma come fai a immaginare quelle cose?
Oggi rispondo. Perché leggo epiteti come genio, artista, intelligente e non sono nessuna di queste cose.
La faccenda si lega a doppio nodo alla storia della mia esistenza, che spero non sia noiosa.

Scrivo con quel leggero stordimento che si ha quando il corpo si riprende da un malessere, quindi non credo di avere l’energia per mandare al diavolo qualcuno.
La sensazione è quella di un liquido diverso dal sangue che appesantisce tutto il resto del corpo. Considerando che non ho il riscaldamento in casa e scrivo coi guanti calzati, mi si perdonerà qualche svista.
Già, sembra un racconto dickensiano, o qualche novella bohemienne, con lo scrittore squattrinato nella stamberga che, sigaretta sul labbro, si abbarbica disperatamente alla macchina da scrivere.

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