Oggi ospito Paolo Cestarollo, noto al pubblico come Seme Nero, autore di racconti e novelle, in un intervento che si, CI VOLEVA PROPRIO.

Conoscete il RANTING? E’ il piacere tutto italiano di scagliare ingiurie parlando a vanvera (arbitro, Governo, donne, e financo la letteratura). Se è vero che una critica fa tanto share, e anche il peggior idiota può dire “no”… è pure vero che uccide il progresso.

Ecco pertanto 18 consigli animati di buonsenso rivolti tanto ai lettori che agli scrittori per migliorare la situazione.

Quindi, con spirito costruttivo, cosa possiamo fare per salvare l’Italia dall’abisso in cui le polemiche vogliono farla sprofondare!

 

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Che l’editoria nostrana soffra un deficit di qualità è il segreto di Pulcinella. I motivi sono arcinoti: grosse case editrici che non investono sull’esordiente e puntano sul nome noto a scapito della qualità, piccole case editrici che non possono rischiare troppo e puntano sul prodotto commercialmente più sicuro da vendere, case editrici a pagamento e self publishing selvaggio.

Non ho intenzione di approfondire questi argomenti, se ne avete bisogno studiate il caso usando vostro motore di ricerca preferito. Non faticherete molto a trovare discussioni animate con scambi di accuse tra autori indie, autori “tradizionali” e personaggi vessati dalla lobby degli editori che non trovano spazio per far emergere il proprio innato talento (L’ultimo punto era ironico).

Cos’hanno in comune tutte queste discussioni? Tante lamentele, poche proposte.

Ecco quindi un breve elenco di argomenti con cui potrete infilarvi nella bolgia degli insulti e fare qualcosa di incredibilmente innovativo: essere propositivi. Se poi, oltre a proporre e diffondere alcune di queste pratiche voleste anche metterle in atto, mica tutte, anche solo una ogni tanto, male di certo non farà.

Cosa fare se siete lettori:

  1. Leggete di più. Smanettate meno col cellulare, e usate quell’aggeggio per il suo scopo originario: telefonare. Tanto non vi caga e non cagate nessuno, avrete risparmiato un sacco di tempo.
  2. Leggete di tutto. Sono sicuro che leggere solo il vostro autore preferito (o autrice preferita) vi doni serenità ma, hey, morirà anche lui (o lei), e mica si può fare per tutti come per Stieg Larsson e continuargli le serie facendole scrivere da altri. Osate; molte volte ve ne pentirete, ma molte altre no.
  3. Quando andate in libreria non fermatevi al muro dell’ultimo bestseller consigliato. Anzi, evitate i bestseller. Non leggete le fascette, le fascette sono il male e tra l’altro riportano un sacco di boiate. Prendete il libro di uno sconosciuto… No! Non Mondadori, così non vale! Leggete la quarta di copertina, le alette, l’incipit, pagina 30, pagina 69, pagina 99. Se vi convince, compratelo.
  4. Entrate in una libreria diversa, che non sia Feltrinelli, Giunti o una qualsiasi catena. Cercate il piccolo libraio che fa selezione, parlategli, fatevi consigliare.
  5. Spulciate tra le bancarelle di libri usati, potreste scorgere qualche vecchia edizione a buon mercato o qualche chicca fuori stampa.
  6. Vi ricordate le biblioteche? Sapete come funzionano, sì? Questo non aiuterà l’economia, ma forse vi aiuterà a raffinare il vostro gusto personale. Forse.
  7. Fatevi l’ebook reader. Kindle o Kobo importa poco. Credo. Fate un salto sugli n-mila bookstore digitali e sfogliate il catalogo, seguendo le indicazioni al punto 3. Cercate gli esordienti e gli indie, ma siate pignoli:
    • Evitate libri dalle copertine schifose, come evitereste una persona coi calzini lunghi e i sandali. Chi non cura in modo adeguato il proprio aspetto ha un cattivo gusto o non si impegna nemmeno nella sostanza. Potrei sbagliare, ma ci sono così tanti libri tra cui scegliere, e tanti che non avrete il tempo di leggere, che credo valga la pena rischiare di perdere un buon libro se questo equivale a risparmiarsi molte pessime letture. (Farete indirettamente un favore all’autore del libro, che imparerà a scegliere con più cura la propria copertina).
    • Leggete testi che mettano a disposizione un’anteprima. Comprereste un auto senza nemmeno sedervi sul sedile per sentire se è comodo? Ignorate gli altri. Vale, come sopra, il principio del rischio di leggere pessimi libri. (…e l’autore imparerà a darvi un assaggio del proprio lavoro).
    • Leggete i commenti, se disponibili. Ignorate quelli troppo entusiasti e quelli troppo denigratori, soprattutto se stringati, e quelli che non danno indicazioni concrete di aver letto almeno in parte il libro. Alcune saranno fasulle, col tempo si impara a riconoscerle. E ricordate che le opinioni sono personali.
    • Lasciate dei commenti. Siate sinceri, obiettivi per quanto possibile e motivate le vostre opinioni, ricordando che sono personali.
  8. Abbandonate un libro dal testo palesemente sgrammaticato. Fidatevi, non migliorerà. Consiglio di abbandonarlo anche se la presenza di refusi è tale da rendere fastidiosa la lettura: in entrambi i casi denota scarsa cura del testo, e se l’autore non tiene in considerazione come scrive, quanta cura può aver messo nella costruzione della trama? Se ne avete l’occasione, fatelo presente all’autore, con una garbata e-mail per esempio. Se è intelligente, vi ringrazierà e migliorerà il testo. Viceversa, dimenticatelo.
  9. Abbandonate un libro che non vi conquista o vi annoia. Non ci sono indicazioni obiettive che si possano dare su questo punto: fidatevi del vostro istinto. Torno a ripetere che ogni minuto dedicato a una pessima lettura è un minuto perso che si sarebbe potuto dedicare a una lettura migliore.
  10. Partecipate a gruppi di lettura, iscrivetevi a gruppi di lettura sui social, commentate e consigliate. Iscrivetevi a Goodreads e aNobii. Cercate riviste letterarie e leggetevi qualche racconto, spesso sono gratuite e, chissà, potreste scorgere un futuro talento letterario. (Ok, lo ammetto, spero che un giorno leggiate anche me).

Perché dare dei consigli ai lettori se sono gli editori a decidere chi va in stampa? Perché il padrone del mercato è il fruitore finale, quando se ne rende conto.

Diventate clienti consapevoli della merce che state acquistando.

Tutto qui? Oh, no. Siete sul blog di Gaspare, quindi siete molto probabilmente degli scrittori: tranquilli, ce n’è pure per voi (noi).

Cosa fare se siete scrittori:

  1. Leggete e applicate i suggerimenti per i lettori. Non potrà farvi che bene.
  2. Mettete il vostro ego da parte. È un compagno ingombrante, il più delle volte inutile, se non dannoso. Vi servirà nei momenti di sconforto (perché verranno, soprattutto se scrivete con costanza), ma è deleterio in quasi tutte le altre occasioni.
  3. Cercate sempre di migliorarvi. Potrei fare un altro sottoelenco di consigli su come migliorare la vostra scrittura, ma di elenchi del genere ne è pieno il web e non è lo scopo di questo post. Studiate. Lasciate perdere lo stile, verrà da sé e non sarete voi a decidere come sarà. Accettate le critiche (vedi punto 2), se sono motivate, ignorate le offese e fingete di non sentire i commenti troppo entusiasti. Mettete in pratica i consigli che vi vengono offerti, molte volte non ve ne pentirete. In due parole: siate professionali.
  4. Non pubblicate con una casa editrice a pagamento! Non sborsate soldi per qualsiasi servizio che compete l’editore, come l’editing, o per l’acquisto di copie. Il rischio imprenditoriale deve essere dell’editore, non vostro. Se non vogliono rischiare vuol dire che non hanno fiducia nel vostro e nel loro lavoro.
  5. Se volete pubblicare con una casa editrice (non a pagamento!) non c’è molto che si possa fare per migliorare la situazione. Ammesso che accettino di pubblicarvi, accertatevi della serietà della CE per quanto possibile. Se il team lavora bene parlate bene dell’editore, altrimenti concludete l’esperienza e per i prossimi libri rivolgetevi ad altri.
  6. Se volete pubblicare in self publishing dovrete essere più di uno scrittore, dovrete essere imprenditori di voi stessi. Ecco che allora, a meno che non siate in grado di arrangiarvi in ogni aspetto della produzione (creazione dell’ebook, creazione della copertina, editing, eccetera), ma ne dubito, affidatevi a dei professionisti oppure investite nella vostra formazione (corsi di grafica, ad esempio). Questo non è pagare per essere pubblicati, e se non capite la differenza andate a leggere il prossimo punto. Cosa c’entra questo col migliorare l’editoria? Un autore indipendente che sa fare il suo lavoro crea competizione. Siate competitivi.
  7. Potreste, dico potreste, dover accettare una semplice quanto scomoda verità: non siete dei bravi scrittori. Ma va bene. Non significa che non dovete scrivere, ma magari tenetelo per voi e per i pochi intimi che non hanno il coraggio di farvi notare quanto siete scarsi. Parafrasando Gaia Conventi: c’è più bisogno di bravi idraulici che di scarsi scrittori.
  8. Commentate, criticate i miei punti o aggiungetene degli altri che ritenete importanti, poi diffondete.

Capito? Commentate e diffondete, in ogni caso siete responsabili. Meno lamenti, e più informazione!

(PS: potete leggere le storie di Seme Nero a questo indirizzo: sono belle! Scoprirete anche il segreto che si cela dietro questo nickname. Seguite l’autore su Twitter: @Seme_nero)

 

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