Ho scritto un libro: ebook o editore?

Terminato il libro, cosa ne faccio? Cerco di pubblicarlo con un editore o tento il self publishing? E’ una domanda che si pone chiunque scriva.

La risposta migliore a questo dilemma è: dipende da cosa avevi in mente di scrivere. Quello che avevi in mente sin dall’inizio ti indica la strada giusta, perché i due prodotti (libro ed ebook) sono cose completamente diverse.

Vediamo come.

Ho scritto un romanzo!

E’ molto probabile che tu sia partito con quest’idea, ed è ovvio: il tuo primo contatto con le pubblicazioni è stato attraverso un libro di carta.

Se sei partito con l’idea di scrivere un romanzo vero e proprio, lascia perdere il digitale. Gli ebook non sono il cestino delle cartacce. Non sono la strada alternativa per brutti romanzi.

Segui il percorso classico: invia i tuoi manoscritti.

Se il tuo libro viene rifiutato dalle Case Editrici le ipotesi sono due: o non è un bel libro o, assai più probabilmente un editore non ci vede nulla di commerciale.

L’editore è pur sempre uno che coi libri deve pagarsi l’affitto, non un nonno gentile, e ha mille cose per la testa, l’ultima delle quali è quanto sei bravo tu a scrivere.

Non è detto infatti che un bel libro venga pubblicato, per tutta una serie di ragioni pratiche.

Venire pubblicati non è come fare il compito in classe, toglietevelo dalla testa subito: l’editore non è il professore che è costretto a darvi il bel voto se il tema è fatto bene! Questo è il mondo dei grandi e nessuno vi deve nulla. Triste ma vero.

L’editore può rifiutare il testo anche se avete scritto un capolavoro. E perché?

…perché è un idiota arricchito coi soldi del padre…

…perché qualcuno l’ha consigliato male…

…perché è in trattative per la Rowling e non ha tempo per i bruscolini…

…perché ha perso il manoscritto…

…perché gli hanno diagnosticato quel mattino un cancro alla prostata…

…perché ha fatto una cazzata e ora ha il piano editoriale occupato per 3 anni…

…perché ha speso male i soldi del budget promozionale e ora non sa come uscirne…

…perché gli hanno tamponato il Mercedes in cui poratava 30 chili di marijuana e deve trovare il modo di svangarla, figurati che cazzo di voglia ha ora di leggere “I tre orsacchiotti dell’Arcobaleno”…

…perché l’anno scorso ci rimise soldi con un titolo simile…

…perché sua figlia è rimasta incinta…

…perché sembri il tizio che ha messo incinta la figlia…

Shit happens.

Benvenuto nel mondo commerciale, dove non é detto che il merito vinca sempre (ma la furbizia e soprattutto una tenacia d’acciaio si, possono vincere).

Quindi se non va, riprova. Cambia il titolo e riprova. Cambia editori e riprova. Pubblica un testo minore con editore locale e riprova. Fatti amici importanti e riprova. Fai sesso con qualcuno che conta e riprova. Oh diamine, perfino NABOKOV fu rifiutato allo sfinimento! <- se mi dici che scrivi come Nabokov ti cazzotto.

Se dopo una marea di tentativi nessuno ti si fila, segui il consiglio di Erri DeLuca: vai in tipografia, stampati cento copie a tue spese, e regalale a chi sai che le apprezzerà. Puoi anche tentare di parlarne con un bibliotecario che ne metta copie nel suo negozio.

Non convertire il tuo libro in ebook perché se è studiato per il pubblico dei lettori classici quello non è il suo campo. Quando qualcuno compra un libro si attende di viverci assieme, dormirci assieme, passarci le serate. Il singolo oggetto libro, intendo! Non il Kindle. E chiaramente vuole un bel mattone corposo.

Il fatto che sia difficile essere pubblicati non ti deve far prendere la strada sbagliata.

Informati sul web (ci sono ottimi siti al riguardo, non il mio) su come si può venire pubblicati da un editore. Quella è la tua strada.

Ho scritto un ebook!

Benché esistano versioni digitali dei romanzi più famosi, l’ebook ha una clientela, un modo di essere consultato e una dinamica editoriale completamente diversi da quelli di un romanzo. La stessa differenza che intercorre fra un disco in vinile e un .mp3!

E io mi sono anche po’ scassato la minghia di ripetere a chi critica gli ebook che è come paragonare carote e cipolle.

Un ebook è più breve, è serializzato e sfrutta gli acquisti compulsivi. Non stai girando un kolossal, stai girando un episodio dei Griffin, per capirsi!

Devi partire già con questa idea di opera, se vuoi sfruttare al meglio il mercato indie. Allo stesso modo col quale ti disponi diversamente se vuoi fare un fumetto o dipingere un affresco.

Un romanzo di 25.000 parole è improponibile a un editore. In ebook va benissimo.

Il genere “prehistoric erotica” non sarebbe mai stato pubblicato da un editore. In ebook ha funzionato alla grande!

Un editore non pubblicherà tutti e tre i libri della tua trilogia quest’anno, mentre con gli ebook sarebbe conveniente.

In un ebook puoi mettere grafica e link, in un libro no. Soprattutto la grafica, che costa un miliardo di euro in stampa. Per non parlare del grafico.

0009I clienti ebook vogliono ridere, piangere e sognare per 2 euro. Quindi spendere altri 2 euro per una nuova emozione forte. E via così. Sono dei pazzi scalmanati, e noi siamo gli acrobati del circo che li fanno sognare di amazzoni che si fanno i tirannosauri. Perché siamo pazzi anche noi.

Se il tuo testo non ha queste caratteristiche, ma è invece un mattone di 500 pagine di alta letteratura e il suo seguito ti impegnerà per altri tre anni, il tuo posto è nell’editoria classica. Sforzati di raggiungere quel traguardo perché il mercato digitale non compete alle tue opere.

Se invece hai concepito di lavorare come un matto facendo 4- 6 libri brevi l’anno della medesima serie, più un blog, più altro, meriti il digitale. Inoltre devi aver chiaro che non sei nel campo della iperletteratura, ma devi scrivere con uno stile particolare rivolto al tuo pubblico.

Gli ebook sono la versione rilanciata e moderna dei racconti su rivista americana degli anni ’60!

Se quella realtà non ti ha mai affascinato lascia perdere.

Informati su questo blog e tanti altri blog indie su come gestire la tua attività in questo senso.

Editore ibrido: perché si, perché no.

L’editore ibrido ti svincola da alcune responsabilità di vendita, curando per te alcuni aspetti tecnici in cambio di una percentuale.

Opera una prima selezione di massima, ma se sai coniugare il verbo essere non ci sono problemi. A quel punto sei pubblicato con tale editore in formato ebook. Se il testo va bene, potrebbe uscirne una versione stampata.

E’ di fatto il modo più veloce di venire pubblicati oggi.

Perché si? Perché è comodo. Perché fare da soli come faccio io significa studiare un casino e in una marea di campi diversi (promozione, formattazione, editing, social media, web design, kung fu). Se non hai davvero tempo o non ti senti in vena di tentare, puoi delegare. Scrivi, pubblica e passa ad altro. Alcuni di questi editori curano per te il testo e la grafica e questo potrebbe essere qualcosa che da solo non sai fare. L’editore ibrido possiede anche una nutrita serie di contatti già avviata: le sue promozioni sono più efficaci delle tue, almeno all’inizio.

Perché no? Perché vuoi farti le ossa da solo, e perché in ogni caso se è un ebook tale deve restare, e se è un libro tale deve restare ugualmente. Senza tutta la piattaforma a corredo hai fatto un libro “ibrido”, un ebook aspirante romanzo, che ha pochissime chance di funzionare alla grande. Inoltre rinunci a una parte del profitto per qualcosa che, con l’ingegno, ottenevi da solo. Un editore ibrido non è diverso da te che pubblichi su Amazon: ha solo molti più libri caricati sul sito!

L’opzione da non considerare mai

La quarta opzione nemmeno la contemplo: cioè pagare per venire pubblicati. Sarebbe come se Messi dovesse pagare il Barcellona per giocare in squadra. Non fatelo MAI, in nessun caso, ne andasse della vostra vita.

Quella del contributo editoriale è una MENZOGNA, una truffa legalizzata.


 

Voi cosa pensate di fare dei vostri testi? Ne avete già idea? Fatemi sapere e discutiamone.

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