Quando Anfuso mi fece incazzare

Sarebbe stato più logico intitolare questo articolo: “Come funziona la vita”, perché a quanto pare ad alcuni bisogna spiegare pure questo.

Salvatore Anfuso, famoso scrittore (no), analista del mercato editoriale (nemmeno) e curatore di una rubrica culturale (nemmeno questo) ha pubblicato un guest post su Pennablu, il noto blog di blogging <- che metafisica in questa frase.

E mi è andata di traverso la tastiera. Seguono parolacce.

Non so come sia stato possibile che Imperi lo abbia concesso, perché l’articolo era di una qualità talmente bassa che si è iscritta nuova gente solo per dire che l’articolo era di qualità tanto bassa. Ma si vede che pubblicare il manuale del blogging ha intenerito il granitico Imperi Daniele. O quello, o magari una soave fanciulla. O le due cose assieme ;).

Nell’articolo Salvatore Confuso vomitava cazzate contro il self publishing. E che insomma il mondo ormai è pieno di libri e tutti scrivono merda e un editore fa un filtro di qualità bla bla bla e che, implicitamente quanto esplicitamente, talenti come il suo non si noterebbero. (mancavano “Colpa del Governo Renzi” e “Combloddo!!!11!”). Fino a qui poteva anche dimostrarsi una serata storta di uno un po’ fuori di testa. Uno che segue Mozzi tanto bene non deve stare. Ma a parte questo, nella lunga sequela di commenti che il post ha scatenato, davanti a dati comprovati (cioè i fottuti numeri) che lui manco si è dato la briga di andare a vedere, ha dato sfoggio della sensibilità di un mattone di cesio.

Insomma c’è stato un mezzo patatrac. Perché chiaramente chi nel self publishing ci crede, e magari ci lavora anche, una cazzata detta per dire in un sito di riferimento non la sopporta.

Dopo avergli fatto notare gli errori terribili e le valutazioni tanto chiuse che Salvini in confronto è un progressista liberale, ha avuto anche il fegato di rispondere a tono. Un tono che non mi è piaciuto e che pone termine al “volemose tutti bbene” che alimentava la community. Da ora insomma è guerra aperta.

Stabilito comunque che la DeMatteis (Serena Bianca DeMatteis) è effettivamente un osso duro e non te la manda a dire… ma la povera Savi? Alessina Savi, buona come un muffin al gusto di muffin?

E quindi non potendo mandare a cagare Anfuso in un blog altrui, lo mando a cagare per un intero post qui da me :D.

 

Caro Salvatore,

devi sapere che anche se eliminassimo tutta quella massa di gente che pubblica su Amazon o altrove i suoi libercoli… non è che tu diverresti più bravo di quanto sei.

Il problema è che hai paura di renderti conto di scrivere mediocremente. Di essere uno di loro, di finire nell’anonimato. Ma tu SEI uno di loro. E’ che non te ne sei reso conto. Sei tanto preso da un complesso di inferiorità per il quale il giorno che un editore si calerà i calzoni e ti chiederà un servizietto, tu lo vedrai come un momento gioioso.

Sai… a quella gente che tu disdegni non gli frega una mazza dei tuoi complessi di inferiorità. Scrivono perché amano scrivere. Puoi non crederci, ma è così. Non sognano di pubblicare con un editore che stimano.

E non ti stanno rubando alcun posto, perché non rubano posto a nessuno. Non lo rubano a Saviano, a De Luca, a King, a Murakami, a Vonnegut… lo rubano a te che non sei niente e sotto sotto il pensiero di autopubblicarti lo hai avuto, se no non ti darebbe fastidio che su UN MEDIA DIVERSO ci siano tante persone.

A te non sta venendo tolto nulla. Sei tu che hai paura che con troppi termini di confronto qualcuno si accorga che sei scarso.

E poi con che diritto, ottenuta la possibilità di esprimersi, tu vorresti togliere questa occasione?

Prendiamo Sam Bruno. Te la ricordi. Ecco, lei scrive tre volte meglio di me e te sommati. Le vai a dire di non farlo?

Prendi Sabrina Guaragno.(Non servono le ali per volare) E’ deliziosa. Ama tanto la fantasy, quel mondo, vuole scriverne. Ha una passione enorme. Non dovrebbe farlo?

Prendi Morganelfa (Can you read my mind?) Lei scrive di sè stessa, ha avuto una vita sui generis e ha una profondissima intelligenza empatica. Scrivere per lei è respirare. Non dovrebbe farlo?

E sai quanti ce ne sono che domani saranno là a intrattenere magari due soli lettori.

Perché le loro parole non dovrebbero girare, magari intercettando quella sola unica persona alla quale cambiano una giornata schifosa in un nuovo inizio? O attivano la riflessione di una vita?

Per quale ragione il mondo dovrebbe lasciare spazio a te, che scrivi perfino mediocremente?

Insomma, ci siamo intesi: rinuncia a quei sogni bislacchi, inizia a scrivere sul serio (cioè a farti leggere dalla gente) e adeguati al destino di vivere in un’epoca in cui tutti hanno diritto a far girare le loro storie. Se meriti, emergi anche scrivendo sui muri (è successo). Tranquillo, nessuno ti sta facendo o farà ombra al rinunciabile romanzo che ancora non hai scritto.

E poi, in fondo, per quel che facciamo con le nostre storie…

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…saranno anche cazzi nostri.

 

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5 pensieri riguardo “Quando Anfuso mi fece incazzare

  1. Voci di corridoio dei soliti bene informati dicono che la DeMatteis, al tuo confronto è un povero Lindor. Con la crosta leggermente croccante, ma non tanto, e il cuore morbidissimo.
    Le stesse voci sostengono che non riesca a smettere di ridere.

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  2. Alessina Savi detta “Muffin” non è stata divorata, però.
    Sai, una volta Aislinn sul sito di Grazia – che l’ha intervistata – scrisse: “Sapete? Scrivere è frustrante. Ma per quei due gatti che ti leggono, che ti seguono e ti stimano… be’, quei due poveri gatti valgono TUTTI i patimenti.”
    Ecco, è proprio così.

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  3. Nessuna querela Gas, il post è simpatico e hai tutto il diritto di dire e pensare quello che ti pare. Puoi anche non farmi più amico se vuoi, ma quello che penso, però, lo dico lo stesso. Anche se non ti piace, anche se non sei d’accordo, anche se non sono d’accordo Alessia e Serena. In realtà non giudico né impedisco (né avrei il potere o interesse a farlo) di pubblicare a chi crede nel self e lo fa bene, impegnandosi.

    Su quello che pensa Daniele, chiedilo a lui: io gli ho proposto il guest; lui l’ha letto e gli è piaciuto. Se tu la pensassi come me, sarebbe piaciuto anche a te credo. 🙂

    Sulla mediocrità, invece, temo tu abbia ragione.

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  4. L’ho concesso perché secondo me non ha detto nulla di sbagliato (non parlo di statistiche di vendita, ma di qualità dei testi pubblicati). Non ha dato contro TUTTO il self-publishing, ma contro quello fatto male. L’ho pubblicato perché ho letto di persona parecchie anteprime qui e là nelle varie piattaforme di self-publishing e ho trovato spazzatura, testi di gente che non ha mai aperto un libro, altrimenti non si spiega come abbia potuto produrre e mettere in vendita certe schifezze.
    L’ho pubblicato perché non ha dato contro Gaspare Burgio o altri ebook pubblicati in self dai lettori del mio blog, ma solo contro le porcherie che ci sono nel self. E non puoi negare che ci siano. Certe porcherie sgrammaticate non le ho MAI trovate pubblicate da un editore. Come te lo spieghi?
    Io non sono granitico né mi intenerisco, tranquillo, ma sono sinceramente stufo di vivere in un’epoca in cui tutti si sporcano la bocca con parole come libertà di espressione, finché qualcuno non dice qualcosa di contrario alle loro idee, perché a quel punto scoppia il finimondo.
    La libertà di pubblicare ce l’hanno tutti e nessuno gliela toglie, ma a me dà ai nervi vedere dei prezzi di vendita su ebook di gente che si definisce “scrittore” o “scrittrice” e non conosce neanche le regole più banali della grammatica.
    Questa gente, ripeto, non è quella che tu nomini, gente che – almeno nel caso di Serena e Alessia, che conosco – fa self affidandosi a professionisti e non “alla membro di segugio” come fa la maggior parte, che scrive il suo ebook e lo carica subito su Amazon e Ilmiolibro, senza neanche revisionarlo da sé.

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