Intervista su Se Piovessero Libri

Questa serie di domande mi è stata posta dai membri del gruppo Facebook SE PIOVESSERO LIBRI, una bella comunità di lettori. Ho parlato riguardo l’edizione digitale de Il Teatro degli Anonimi.

Il gruppo discute con educazione e partecipazione di libri, letteratura e cultura.
Ogni settimana, per evitare spam selvatico e approfondire direttamente con l’autore, viene presentato un volume: i membri possono così porre interrogativi di vario tipo e l’autrice/autore possono sentirsi rilassati. Davvero un ottimo sistema!
Grazie a questo sistema ho potuto conoscere autori e autrici squisiti e cimentarmi in quelle domande che potrebbero essermi rivolte altrove.

Le mie risposte sono in corsivo.

Ausilia Bertoldo Grazie, Gaspare, ho scaricato i tuoi racconti, oggi inizierò a leggerli. La prima curiosità : perché hai scelto la forma del racconto? Sono flash che ti spingono a scrivere nell’immediatezza , oppure necessitano di meditazione , rivisitazioni, riscritture ?
R: Non ho scelto di scrivere racconti, la storia è buffa. Da pessimo studente liceale, invece della merenda, coi soldi compravo piccoli libri per isolarmi dalle lezioni di matematica. Libri grossi mi avrebbero fatto sgamare, e non avevo molto denaro. Così ho cominciato con Poe, Howard, Matheson, Sheckley. In seguito anche Pirandello e Buzzati. E’ stato un matrimonio di convenienza e penso ormai in frammenti episodici!
Queste storie in particolare nascono da un profondo desiderio di evasione mio proprio. Dalla voglia che esistano meraviglie incredibili. Dal punto di vista delle stesure sono estemporaneo,ma prima di avere una serie coerente ci metto un sacco. Questi sono raccolti fra 4 anni di produzione scellerata.
Ausilia Bertoldo Ragazzo mio, sei simpaticissimo! !! E mi hai incuriosita, ora ho proprio voglia di iniziare a leggere le tue scelleratezze!!!! 😀

Veronica Benini Io lo scaricherò appena possibile. Nei tuoi racconti c’ é qualcosa della tua vita?
R: Solo in uno, ed è la storia del nonno, raccontata dal nonno quando piuttosto ebbro!
Veronica Benini Favoloso!

Emma Cannavale Ih. Racconti. Amati e odiati. Mi fa piacere che ci sia qualcuno che frenquenta come me la poco blasonata vena breve. Prima ti leggo poi ti domando… Scarico!
Emma Cannavale Ps una prima domanda estemporanea sulla scelta della copertina… Fonte? Perché quell’immagine anamorfica?
R: Curioso anche questo. Io ho un dramma estetico gigantesco. Il volume ha avuto non meno di diciotto copertine. Stavo impazzendo: ho coinvolto pittori e grafici di ogni tipo! Stavo studiando una sorta di copertina vintage, stile racconto per ragazzi anni 40, quando per errore l’elefante mi si è duplicato. Sono morto dal ridere e pensando alla stranezza dei personaggi nelle storie mi sono detto… perché no? Se colpisce me può colpire chiunque!
Emma Cannavale forte!
 
Altea Vallebona Scrivi perchè sei insonne o sei diventato insonne a forza di scrivere?
R: Scrivo perché non avevo altro modo di comunicare valore al prossimo. Insomma, in una generazione di metallari o paninari ero un esile darkettone timido. Una volta una ragazza mi abbracciò forte per una cosa che le avevo scritto sul diario e di là è iniziata la tragedia. Di giorno sogno, e la notte tento di impastoiare le cose sognate. …come fanno i romantici inguaribili…Ti piace questa risposta molto seria e storytelling <3?
Laura Mercuri A me piace, molto… :D.

Davide Parma La copertina con il doppio elefante mi aggrada assai! Il signor Burgio poi è sempre spiritoso e interessante, almeno dai commenti che leggo su Piovessero, purtroppo però per leggere i suoi racconti dovrò aspettare il formato cartaceo!!!
R: Te lo segnalerò volentieri quando risolvo i problemi tecnici al riguardo (che non avevo previsto!)

Liborio Volpe Gaspare, ti sei rivelato una persona eccezionale e spero di cuore che lo sia anche lo scrittore perché lo meriti.
Al momento ti potrei fare una qualsiasi domanda sul mestiere di scrivere, ma mi riservo di parlare con te quando avrò letto i tuoi racconti.
Quale dei grandi scrittori ti ha più influenzato?
Tu ispiri a qualcuno in particolare?
R: Quelli che io considero grandi non sono grandi per tutti. Nel campo dei racconti so che i “60 Racconti” di Buzzati sono il massimo, è un libro che regalo sempre con amore viscerale. Quindi non posso ignorare di esserne stato influenzato (anche nel processo creativo). Altri autori che hanno avuto di sicuro un’influenza sul sottoscritto sono Ron Goulart, Robert Sheckley e Woody Allen (consiglio a tutti la lettura di “Saperla Lunga”, nell’edizione con prefazione di Umberto Eco). Ti dirò che qualcuno mi ha descritto esagerando come “Murakami quando ha dormito bene”, il che francamente non so se corrisponda al vero. Non dormo mai bene.
Altea Vallebona Se ti ispiri anche solo vagamente a Buzzati io già ti amo. Sallo

Altea Vallebona Gaspare domanda banale: quando hai sentito la necessità di scrivere o comunque quando hai capito che avevi questo talento?
R: La necessità di scrivere sorge in tutti, quando si scopre la magia della parola. C’è chi lo fa con chiari ed espliciti comunicati sul web, chi ha bisogno di più spazio come il sottoscritto. Molto presto, direi in età prescolare, ma coi limiti che avevo. Spezzo una lancia a favore del duro lavoro e a discapito del “talento”: io ero dislessico. Sul serio, piangevo davanti al tema scolastico incapace di scrivere qualunque frase. Poi accade un evento scatenante, ti capita il libro giusto, ti capita quel complimento dalla persona che ami, e diventi un carrarmato. Quel che non si sa fare, si può sempre imparare a farlo, quando entri nell’ottica che un errore non è demerito, ma indizio su cosa migliorare. Non posso dire di avere “talento”, posso dire che ho una voglia strepitosa di migliorare ogni volta.
Altea Vallebona Mamma mia. Risposta da brivido.
R: (tieni conto che disegnavo ometti imbarazzanti fino alla terza media, al liceo 3 a disegno, poi un giorno mi ci sono incaponito e ho finito per tenere corsi al Comune sulle tecniche di illustrazione. Ho sacrificato però altre cose, quindi sogni e testardaggine non sono una cosa che consiglierei a mio figlio)

Nunzia Cappucci ciao Gaspare…piacere di conoscerti! sinceramente appena ho letto la tua presentazione il mio pensiero é andato ad un novello Murakami! ti ritrovi? se si, in cosa?
R: Mi ritrovo nel coraggio di esporre la propria immaginazione e le proprie metafore senza remore. Ho una fiducia incontrastata nel modo in cui leggo (distortamente, forse) la realtà. Ho la stessa fiducia negli altri. In fondo è il solo tesoro che ci caratterizza. Non amo poi così tanto i gatti, e non avrò mai un piccolo bar mio, anche se mi piacerebbe un sacco!
Nunzia Cappucci ti leggerò! !! versione deluxe…

Nicoletta Verzicco Premetto che non ho ancora scaricato la tua raccolta di racconti, Gaspare, lo farò presto. Quel che desidero dirti è che ho apprezzato le tue risposte e il tuo pensiero, non per ultimo affermo che condivido molte delle tue parole. Comprendo, a prescindere dalla conoscenza, la tua persona e ti ammiro per schiettezza e semplicità. Ti leggerò e ti comunicherò umilmente il mio pensiero in merito. Per il momento, grazie.
R: Grazie!

(Cosa si evince da questa intervista? Che bisogna fornire un’edizione stampata. E cosa accadrà infatti settimana prossima? Ho già 10 prenotazioni).

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